
1. Cosa l’ha spinta a scegliere Salus? Abbiamo scelto Salus perché cercavamo un partner
che non fornisse solo un software, ma un sistema completo, non la semplice gestione del
personale (nello specifico Colf e badanti) ma un progetto che va dal recruiter del personale
all’assistenza a 360 gradi. La vostra piattaforma Hegemon e la centrale medica H24 siamo certi
che ci permetteranno di applicare concretamente la riforma della non autosufficienza,
garantendo in collaborazione sicurezza e professionalità.
2. Aspetti della formazione e carriera che l’hanno influenzata? La nostra esperienza nel
settore della cooperazione sociale ci ha insegnato che il bisogno primario dell’anziano non è
solo la cura medica, ma la dignità dell’abitare, ci siamo sempre mossi fin dall’inizio con una
domanda “cosa faresti per fare stare bene tua Madre e tuo Padre?”. Investire nell’assistenza
domiciliare significa rispondere non solo a un diritto sancito dalle nuove normative nazionali ma
soprattutto dare dignità all’Assistito e serenità ai propri Familiari che spesso malgrado gli sforzi
non riescono a raggiungere.
3. Il momento chiave della scelta? Il momento chiave è stato rendersi conto del vuoto
assistenziale tra l’ospedale/RSA e la solitudine domestica. Abbiamo da sempre cercato “una via
di mezzo” che potesse permettere agli anziani di Mazara di restare a casa propria in totale
sicurezza, con costi sostenibili.
4. Cosa significa offrire questi servizi nella propria comunità? Significa restituire valore al
territorio. Mazara del Vallo, così come credo tutti i piccoli centri del Meridione, ha una forte
tradizione di vicinanza umana e senso della Famiglia; noi vogliamo aggiungere a questa
tradizione un livello di eccellenza socio-sanitaria che prima obbligava le famiglie a cercare
soluzioni lontano da casa, chiudere ed abbandonare la casa Familiare dove vivono ricordi e
momenti felici è un trauma non solo per gli anziani ma anche per i figli.
5. Contributo alla qualità della vita a Mazara del Vallo (corretto da Palermo)? L’apertura del
Point of Care a Mazara del Vallo potrebbe cambiare il paradigma con meno accessi impropri al
pronto soccorso, più prevenzione e, soprattutto, la possibilità di vivere la vecchiaia in un
ambiente familiare ma protetto, che purtroppo con la nostra piccola struttura non riusciamo a
garantire alle sempre più numerose richieste.
6. Sfide del territorio e come superarle? La sfida principale è vincere la diffidenza verso il
digitale e regolarizzare il lavoro di cura, che deve diventare una assistenza domiciliare molto
professionale. Insieme cercheremo di superare queste sfide con la trasparenza, mostrando alle
famiglie i vantaggi della Residenza Domiciliare Assistita anche con i risparmi fiscali della Legge
33 e l’efficacia del monitoraggio costante.
7. Esperienza motivante specifica? Vedere famiglie logorate dalla gestione delle badanti, con
scarsa conoscenza della burocrazia ed aspetti legali (tutto in nero) ha spinto a cercare una
soluzione ‘chiavi in mano’ che sollevasse i caregiver da ogni responsabilità, lasciando loro solo il
tempo per gli affetti.
8. Come il Point of Care facilita l’accesso alle cure? Questo è qualcosa che introdurremo
gradualmente cercando di eliminare le distanze. Con la telemedicina e il nostro Point of Care, la
diagnostica e il consulto medico potranno entrare direttamente nel salotto di casa, rendendo la
sanità più immediata.
9. Inserimento nella rete locale? Possiamo diventare un tassello complementare all’ASP e ai
servizi comunali. Si potrebbe collaborare con i medici di base di Mazara, offrendo loro un
supporto tecnologico per seguire meglio i propri pazienti a domicilio.
10. Visione a lungo termine e obiettivi? La nostra visione è trasformare Mazara in un modello
di ‘Abitare Sociale’. Vogliamo sviluppare, ove non fosse possibile l’utilizzo della casa Familiare,
nuclei di cohousing assistito dove gli anziani possano condividere vita e cure, riducendo i costi
per le famiglie e creando nuovi standard di benessere. Questo crediamo sia un livello di
assistenza più a dimensione umana per dare la giusta dignità agli anziani e non fare sentire in
colpa o inadeguati i parenti.